TLDR: Per regolarizzare redditi omessi, è possibile utilizzare la regolarizzazione spontanea con riduzione degli interessi di mora, la regolarizzazione in corso di controllo con riduzione del 30% degli interessi, oppure una dichiarazione rettificativa per l’IVA. Le procedure variano in base al tipo di imposta e alla buona fede del contribuente.
Procedure di regolarizzazione
Per regolarizzare redditi omessi in una dichiarazione fiscale precedente, è possibile avvalersi di tre procedure principali:
- Regolarizzazione spontanea: questa procedura consente una riduzione fino al 50% degli interessi di mora. È applicabile in caso di errori o omissioni commessi in buona fede.
- Regolarizzazione in corso di controllo: secondo l’articolo L. 62 del Livre des procédures fiscales (LPF), questa procedura permette una riduzione del 30% degli interessi di mora per errori commessi in buona fede.
- Dichiarazione rettificativa: per l’IVA, occorre presentare una dichiarazione rettificativa in formato elettronico, esplicitamente indicata come tale e riferita al periodo fiscale interessato dall’omissione.
Condizioni e riduzioni
La regolarizzazione spontanea è possibile per correggere omissioni o errori nelle dichiarazioni precedenti, con vantaggi significativi in termini di riduzione degli interessi di mora. Ad esempio, per un immobile omesso nella dichiarazione IFI, è possibile beneficiare di una riduzione del 50% degli interessi se si regolarizza l’omissione prima che l’amministrazione fiscale avvii un controllo.
La procedura di regolarizzazione in corso di controllo (art. L. 62 LPF) è accessibile anche se le dichiarazioni complementari (come la 2042-C per i redditi esteri) non sono state presentate nei termini, a condizione che la dichiarazione principale (2042) sia stata inviata in tempo.
Sanzioni ed esclusioni
Alcune omissioni possono comportare sanzioni penali, come una multa di 4.500 € e 5 anni di reclusione per redditi esteri non dichiarati che superino 1/10 del reddito imponibile totale o 153 € (art. 1772 CGI). La procedura di regolarizzazione non si applica se l’omissione è dolosa o se la dichiarazione principale non è stata presentata affatto.
Obblighi dichiarativi
Tutti i contribuenti soggetti all’imposta sul reddito in Francia, compresi i funzionari di organismi internazionali come il CERN, devono dichiarare tutti i loro redditi, anche quelli esenti o tassati all’estero. L’articolo 170 del Code général des impôts (CGI) impone a ogni persona imponibile di dichiarare tutti i redditi, inclusi quelli non tassabili in Francia.
Procedura per l’IVA
Per regolarizzare omissioni relative all’IVA, occorre presentare una dichiarazione rettificativa in formato elettronico, esplicitamente indicata come tale e con un chiaro riferimento al periodo fiscale interessato dall’omissione. La dichiarazione non deve essere ambigua.
Regolarizzazione dei redditi da lavoro
Secondo l’articolo 1736 del CGI, è possibile regolarizzare gli ultimi tre anni senza sanzioni se:
- si tratta della prima richiesta di regolarizzazione,
- le remunerazioni omesse sono state dichiarate dai beneficiari nei termini legali,
- l’amministrazione può verificare l’esattezza delle giustificazioni fornite.
Termini e condizioni
I termini per correggere un’omissione variano in base all’imposta e alla procedura scelta. Per l’imposta sul reddito (IR), l’errore deve essere corretto entro la fine dell’anno successivo a quello del pagamento delle somme in questione. Per l’IVA, la dichiarazione rettificativa può essere presentata in qualsiasi momento, purché il periodo di riferimento dell’omissione sia chiaramente indicato.