TLDR: In caso di omissione o errore nella dichiarazione del volume d’affari, è necessario presentare una dichiarazione rettificativa se l’errore supera 4.000 € in diritti IVA. Per errori inferiori o uguali a 4.000 €, è possibile aggiungere i ricavi omessi alla dichiarazione in corso, a condizione che non sia stato ottenuto alcun rimborso di credito IVA.
Obblighi di dichiarazione
Tutti i soggetti passivi IVA, compresi i lavoratori autonomi, devono rettificare la dichiarazione del volume d’affari in caso di omissione o errore. Ciò si applica indipendentemente dal regime fiscale adottato, che sia il regime semplificato o il regime reale normale.
Procedura di rettifica
La dichiarazione rettificativa deve essere presentata elettronicamente tramite il portale SPI (Space Professionnel Impots). È necessario utilizzare i moduli specifici per il proprio regime fiscale:
- 3310-CA3 per il regime reale normale
- 3517-S-SD o 3517 bis CA12 per il regime semplificato.
La dichiarazione deve includere:
- il periodo originale dell’errore,
- l’importo dei ricavi omessi,
- l’IVA corrispondente,
- una motivazione esplicita della rettifica.
Termini e sanzioni
Possono essere applicate sanzioni in caso di omissione o ritardo nella dichiarazione.
Rischi penali
Le omissioni volontarie o le dissimulazioni che superano 153 € possono costituire un reato di frode fiscale, punibile con sanzioni penali. In caso di violazione grave, l’amministrazione fiscale può procedere a una tassazione d’ufficio, determinando l’imponibile sulla base di stime o indizi presuntivi.