TLDR: In caso di errore di fatturazione dell’IVA, devi rettificare la fattura e giustificare la correzione presso l’amministrazione fiscale. La procedura dipende dal tipo di errore: annullamento, recesso, insoluto o applicazione errata dell’IVA. La richiesta di rimborso o compensazione deve essere presentata entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui si è verificato l’errore.
Tipi di errori e obblighi di rettifica
Gli errori di fatturazione dell’IVA possono essere suddivisi in due categorie principali: errori formali e errori sostanziali. Gli errori formali includono l’applicazione di un’aliquota errata o l’addebito dell’IVA per un’operazione esente. Gli errori sostanziali riguardano operazioni annullate, recedute o insolute.
Operazioni annullate, recedute o insolute
Per le operazioni annullate, recedute o insolute, devi emettere una nota di credito che faccia riferimento alla fattura originale. Questa nota deve indicare l’importo al netto dell’IVA (imponibile) dello sconto o dell’annullamento e l’IVA corrispondente. Per le fatture insolute, devi inviare un duplicato della fattura iniziale con una menzione chiara che indichi l’importo non pagato e l’IVA non deducibile.
Operazioni esenti o aliquota errata
Se hai applicato l’IVA a un’operazione esente o con un’aliquota errata, l’IVA addebitata per errore non è deducibile dal cliente e rimane dovuta da te, salvo regolarizzazione diretta con il destinatario. In questo caso, il cliente deve prima rivolgersi a te per ottenere una rettifica.
Procedura di rettifica e documentazione richiesta
La rettifica di una fattura con un errore di IVA richiede l’emissione di documenti specifici e, in alcuni casi, la presentazione di una richiesta formale all’amministrazione fiscale.
Annullamenti, recessi o insoluti
- Emettere una nota di credito che faccia riferimento alla fattura originale, indicando l’importo imponibile dell’annullamento o dello sconto e l’IVA corrispondente.
- Inviare un duplicato della fattura originale con una menzione esplicita dell’insoluto e dell’IVA non deducibile.
Operazioni esenti fatturate con IVA
- Contattare il cliente per regolarizzare la situazione, eventualmente emettendo una nuova fattura senza IVA.
- Pagare l’IVA se il cliente ha già detratto l’imposta e non è possibile recuperarla.
Termini e correzioni in dichiarazione
Il rispetto dei termini è cruciale per evitare la perdita del diritto al rimborso o alla compensazione dell’IVA. La richiesta deve essere presentata entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui si è verificato l’errore. Ad esempio, se un’operazione viene annullata nel 2024, la richiesta di rimborso deve essere presentata entro il 31 dicembre 2026.
Errori nella dichiarazione IVA
Se hai commesso un errore nella dichiarazione IVA, come una detrazione indebita o un versamento insufficiente, devi correggere la dichiarazione e, se necessario, restituire l’IVA erroneamente detratta. Questa operazione può comportare l’applicazione di sanzioni.
Errori non correggibili e limiti alla detrazione
Alcuni errori di fatturazione dell’IVA non possono essere corretti a posteriori. Ad esempio, se l’IVA è stata addebitata erroneamente per operazioni esenti o con un’aliquota errata, non è deducibile dal cliente e rimane dovuta da te, salvo regolarizzazione diretta con il destinatario. Inoltre, se l’IVA è stata detratta indebitamente per beni o servizi esclusi dal diritto alla detrazione, deve essere versata nella dichiarazione successiva.
Modalità di trasmissione: online o cartacea
Per la rettifica cartacea, devi:
- Inviare un duplicato della fattura originale con le menzioni richieste per gli insoluti.
- Emettere una nota di credito per annullamenti o recessi, facendo riferimento alla fattura originale e agli importi rettificati.