TL;DR: La co-consumazione si distingue per la condivisione delle spese per un servizio che il prestatore utilizza egli stesso insieme ai beneficiari. Se questa condizione non è soddisfatta, o se l'importo richiesto supera i costi diretti, l'attività diventa un servizio personale e il reddito è tassabile secondo il diritto comune. Sono escluse le persone giuridiche o i privati che agiscono in un contesto professionale.
Definizione e quadro della co-consumazione
La co-consumazione indica un'attività in cui un privato condivide con altri le spese relative a un servizio che utilizza anch'egli. Questa condizione è cumulativa: il prestatore deve essere egli stesso beneficiario del servizio affinché l'attività sia considerata co-consumazione.
Esclusione dal quadro della co-consumazione
Non sono ammissibili a questo regime i redditi percepiti da:
- persone giuridiche;
- persone fisiche che operano nell'ambito della loro impresa o in connessione diretta con la loro attività professionale.
Limiti finanziari e natura dell'attività
Se l'importo richiesto dal prestatore supera i costi diretti sostenuti per la prestazione (esclusa la propria quota), l'attività esce dal quadro della co-consumazione e diventa un servizio personale. Ciò si applica in particolare al carpooling, all'organizzazione di pasti condivisi (co-cooking) o alle uscite in mare.
Conseguenze fiscali in caso di mancato rispetto dei criteri
Quando i criteri della co-consumazione non sono rispettati, il reddito realizzato costituisce un utile imponibile secondo le regole del diritto comune applicabili alla corrispondente categoria reddituale.
Obblighi delle piattaforme digitali
Gli operatori delle piattaforme di intermediazione trasmettono i dati delle attività di co-consumazione solo se:
- le transazioni di un utente superano i 3.000 € annui;
- e lo stesso utente ha effettuato almeno 20 transazioni nell'anno.
Queste soglie si valutano sommando le operazioni effettuate dalla stessa persona su una stessa piattaforma per attività di prestazione di servizi (inclusa la co-consumazione) e di vendita di beni.
Differenze con altre forme di economia collaborativa
A differenza di altri modelli collaborativi, la co-consumazione richiede che il prestatore sia anche utente del servizio. Le altre forme possono prevedere la fornitura di servizi o beni senza che il prestatore ne benefici direttamente, il che le sottopone a regimi fiscali diversi.
Casi particolari e precisazioni
I servizi di trasporto accessibili al pubblico e forniti sulla base di orari predeterminati (trasporti pubblici, treni, bus, ecc.) non rientrano nella definizione di servizio personale, poiché non rispondono a una domanda specifica di un utente.