TLDR: I lavoratori dipendenti possono dedurre le spese di trasloco (trasporto delle persone e costi direttamente collegati) se cambiano residenza per un nuovo impiego o una nuova sede lavorativa. Questa deduzione è esclusa in caso di pensionamento, anche con alloggio di servizio.
Chi può usufruirne?
La deduzione è riservata ai lavoratori dipendenti che devono cambiare residenza per esigenze di un nuovo impiego o di una nuova sede lavorativa nell’ambito del proprio lavoro attuale. Si applica solo se il trasloco è imposto da motivi professionali.
Quali spese sono deducibili?
Sono ammissibili solo le spese direttamente collegate al trasloco:
- Costi di trasporto delle persone (inclusa la famiglia);
- Spese del trasloco vero e proprio (trasportatori, imballaggio, ecc.).
Esclusioni
Le spese di trasloco non sono deducibili nei seguenti casi:
- Trasloco legato al pensionamento, anche se il lavoratore disponeva di un alloggio di servizio;
- Trasloco per motivi personali o non professionali.
Condizioni generali
Per usufruire della deduzione, le spese devono essere giustificate da documenti probanti (fatture, contratti, ecc.). La deduzione rientra nel quadro delle spese professionali reali previste dall’articolo 83 del CGI.
Modalità di dichiarazione
Le spese di trasloco vengono dichiarate nell’ambito della deduzione delle spese reali dei lavoratori dipendenti. Devono essere incluse nel calcolo del reddito netto imponibile, a condizione di fornire i giustificativi necessari.
Limiti e precisazioni
- La deduzione è esclusa per i lavoratori autonomi o i non dipendenti;
- Non copre le spese di doppia residenza o le spese non direttamente collegate al trasloco;
- Le regole si applicano unicamente ai lavoratori dipendenti con contratto di lavoro.